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venerdì 20 febbraio 2009

Minareti??Huh che pagüra...ma dai!!!

BELLINZONA - "Ho avuto il piacere di intervenire lunedì scorso in Gran Consiglio, a nome del gruppo della Lega dei Ticinesi, per illustrare la nostra posizione a favore del divieto di costruire minareti sul territorio ticinese.

Mi considero un ateo cristiano, come si è sempre definita la celebre giornalista e scrittrice Oriana Fallaci (fra l’altro toscana come sono le mie origini) e sinceramente non ho capito tutto questo accanimento, a dire il vero poco tollerante, espresso nel Rapporto di maggioranza da parte dello schieramento favorevole, contro chi, in modo del tutto legittimo, è contrario alla costruzione di minareti in Ticino.

Il nostro sarà anche un ragionamento semplice — le masturbazione celebrali le lasciamo ad altri — ma è proprio nella semplicità che la gente alla fine capisce di cosa in effetti si sta discutendo. E allora diciamo molto francamente che fin tanto i cristiani non potranno costruire, in libertà, le loro chiese e praticare la loro religione nei paesi mussulmani, possibilmente senza essere ammazzati (vedi Turchia ma non solo), qui in Ticino non si dovrebbe pensare di costruire minareti. Tutto qui!

Siamo intolleranti e seminatori d’odio (SIC!) come si voleva far credere nel Rapporto di maggioranza, che altro non è che un pessimo esempio di tolleranza?

Sempre per citare Oriana Fallaci: "Oggi è molto di moda, o meglio è political-correct, parlare di società plurietnica, plurireligiosa, pluriculturale, anche verso chi difende la propria identità con le unghie e non ne vuole sapere. Quella identità che noi non difendiamo", da 'La forza della ragione'. Grande Oriana, ci manchi!
il resto dell articolo

Decisamente non ci siamo!Per niente!Ora chi mi conosce sa che per me la religione è un optional,anzi vado oltre.Meno religioni e piu`filosofia e probabilmente "problemi" simili non esisterebbero.Ma il discorso è un altro,troppo facile Onorevole Poggi parlare di reciprocita`nei confronti di paesi dove la liberta` rimane una chimera!Non è questa la strada da percorrere,le liberta`individuali in Europa sono state construite anche,e per fortuna non solo,a suon di cannone e morti. Non è questo il paese nel quale voglio vivere.Le nostre liberta`sono un nostro orgoglio e non possono essere tutelate con sentimenti di ripicca.Semplicemente "noi" non siamo come "loro",ma come noi lo si puo`diventare e lo si deve se ci si stabilise qui!Il credo religioso è un pensiero personale,da non imporre me neanche rinnegare!

venerdì 6 febbraio 2009

di asilanti,spacciatori e via Nassa

Passato lo scandaletto degli asilanti in Via Nassa,a bocce ferme si puo' decisamente dire che tutta la faccenda è stata gestita per lo meno in malo modo.E soprattuto con mancanza di tatto.Si sarebbe potuto fare di meglio.
Interessante è stato il dibattito passato su Teleticino,a Matrioska,bel programma gestito come sempre da M. Bazzi molto a suo agio durante questi tipi di "esercizi democratici".
Presenti in studio Savoia,Ducry,Bertoli,Quadri,Sanvido e Fontana.Decisamente preparati i primi tre un po' meno i secondi,con una Fontana che durante il dibattito ha fatto praticamente solo presenza.Le posizioni erano chiare,il dibattito scoppiettante.Ho estrapolato alcune frasi dei presenti,frasi che andrebbero messe nel loro contesto ma che ben rappresentano l ambiente che si era creato in studio.

Quadri:...in Svizzera mi danno soldi e casa in Italia devo dormire per terra
Bertoli:...non fare di ogni erba un fascio è un concetto degno di sottolineatura che non mi pare sia rispettato dal caporedattore del "Mattino"
Sanvido:...la gente insicura,la gente non va piu`a messa,la gente non si muove piu`,abbiamo avute scene di bambine di 14 anni che facevano pompini a questi per avere le dosi...
Savoia:...avente fior fiori di Leghisti in municipio,ne avete due anzi tre,Giorgio Giudici...
Fontana: (sulle armi da fuoco) se andiamo avanti cosi si perchè la popolazione si organizzera`.Non credo che dovremo rimanere succubi di questa situazione...
Quadri:...il problema non è il problema ma chi ne parla...
Ducry:...sono piuttosto ben piazzato per sapere che nei salotti di Lugano si consuma un sacco di droga,via Nassa compresa!
Savoia:...se voglio darti che sei fascista telo dico!Ma non ho intenzione di darti del fascista anche perchè non vorrei neanche aumentare la tua statura in maniera esagerata!
Savoia:Il governo cantonale ogni volta che Giudici apre la bocca è disposto a calare le braghe!

Decisamente,alcuni presenti Ducry in primis,erano un fiume in piena.E come spesso accade la verita`sta nel mezzo.Comunque per farsi un idea piu`generale ecco il link dela trasmissione,ne vale la pena.
clicca qui

sabato 31 gennaio 2009

perchè votero`no !!!


perchè i corvi non li sopporto!
perchè mi sta sulle palle Dracula e la Transilvania tutta!
perchè i servizi segreti bulgari volevano uccidere il papa,e non ci sono riusciti!
perchè quando un liberale DOC come Giudici esprime molte riserve la cosa mi preoccupa!
perchè quando un liberale DOC come Bobbià torna entusiasta da un viaggio in Cina la cosa mi preoccupa molto di piu`!
perchè in questo periodo di crisi globale non c è trippa per gatti.
perchè quando si evoca la paura della partenza di ditte CH all estero dove la monodopera costa meno,mi incazzo!!!
perchè una forza lavoro è innanzitutto una persona!
perchè una nazione democratica e civile come la Svizzera deve tutelare innanzitutto i propri cittadini,siano essi forestieri o stranieri con permesso regolare!
perchè sia in Romania sia in Bulgaria di lavoro da fare ce n è a iosa!
perchè non si aiutano nazioni come queste a crescere togliendo loro la forza lavoro!

venerdì 25 aprile 2008

manifestazione antirazzista...

Troppe canne fanno male. Non replico nemmeno a quanto scritto in questo articolo, ormai i pacifinti li conosciamo fin troppo bene. Dò dunque spazio alla replica di Roberto Nava, coordinatore della Destra Nazionale.


Comunicato stampa

Destra Nazionale coglie l’occasione di esternare un doveroso ringraziamento a tutti gli Elettori che hanno concesso la Loro fiducia ai Nostri Candidati, in omaggio a questo e per dovere nei confronti dei Cittadini, comunica quanto segue:

a concernere il Corteo contro ogni Razzismo in programma il 26 Aprile 2008 con partenza da Piazza San Nicolao nel Quartiere Besso in Lugano:

Destra Nazionale chiamata in causa, non vuole alimentare una sterile polemica entrando nel contenuto politico della manifestazione, frutto senza ombra di dubbio di qualche mente confusa, che certamente è frutto di un’ideologia ormai preistorica.

Destra Nazionale pensa solo che gli abitanti di Besso, già duramente provati dai noti fatti diurni e notturni, non meritino anche il fastidio di vedersi un simile discorso completamente stonato per scelta di tempi, di ideologie e di luogo di partenza.

Destra Nazionale invita i Rappresentanti del Municipio e i Responsabili delle Forze dell’Ordine a ben valutare la situazione, che rischia di diventare tesa, in virtù del fatto che in Italia il 25 Aprile è Festa Nazionale e attraverseranno il Confine una moltitudine di personaggi che dopo aver finito Cortei e Manifestazioni nella vicina Penisola, daranno manforte agli Organizzatori del sopraccitato Corteo, finendo poi per assistere al nutrito programma musicale serale tenuto al Centro Autogestito di Lugano.

Per l’antico detto prevenire è meglio che curare, invitiamo la Popolazione di Besso ad astenersi da qualsivoglia reazione e a sopportare pazientemente anche questo disagio.*

Destra Nazionale si rende garante per l’organizzazione di Ronde Cittadine per disinfestare il tutto, se le Autorità competenti non ripristineranno in un mese a far data da oggi una situazione civile in questo povero Quartiere. (Dette Ronde naturalmente non devono essere autorizzate, ma tollerate come la manifestazione di cui sopra).

Altro che ci riprenderemo le strade il 26 Aprile, le strade devono essere “riprese” dalla Gente perbene che è stanca di aspettare e di ascoltare promesse.

Tanto Vi dovevo per dovere d’informazione.

Cordiali saluti.

Roberto NAVA

Coordinatore DESTRA NAZIONALE

c.p. 151 6963 Pregassona

martedì 22 aprile 2008

socialisti? e chi li ha visti?

"Preso atto dei risultati del voto dello scorso fine settimana - si legge in una nota stampa odierna - il Comitato della Sezione socialista di Bellinzona ha riflettuto sulle cause delle perdite in termini di voti e di seggi, riconoscendo anche suoi errori e sue responsabilità. Ora si apre una nuova tornata elettorale, visto che con ogni probabilità il prossimo 18 maggio 2008 le cittadine e i cittadini di Bellinzona si recheranno alle urne per scegliere il nuovo Sindaco della Città. Se Brenno Martignoni (ex PLR / UDC / Noce) sfiderà Bixio Caprara (PLR), o viceversa, di fatto si riproporrà la stessa sfida di quattro anni fa. Bellinzona ha veramente bisogno di voltare pagina e facciamo fatica a credere che la seconda edizione della sfida, con gli stessi protagonisti, possa dare nuova linfa alla politica cittadina, anche alla luce delle prime schermaglie odierne. Per noi sarebbe inoltre estremamente difficile dare delle indicazioni di voto dal momento che non ci sentiamo rappresentati politicamente da nessuno di due contendenti. Per questa ragione ci sembra doveroso valutare seriamente possibili alternative, tra cui l’opportunità di presentare per il ballottaggio anche il nostro candidato".

articolo completo

Cari socialisti forse non avete capito che siete VOI a non essere rappresentati dai cittadini,non i due candidati al ballottaggio.Accetto i diritti popolari ma dopo la chiara sconfitta della sinistra nella Capitale questa uscita ve la potevate evitare.

lunedì 31 marzo 2008

venerdì 7 marzo 2008

MALEDETTI,VERGOGNATEVI

Bellinzona: saldati i binari di accesso alle Officine


Dura reazione dei dipendenti dello stabilimento. E' sciopero. La deputazione chiede un incontro con Leuenberger. Sabato manifestazione a Bellinzona


La rabbia e la delusione sono esplose stamane a Bellinzona. E così, dopo l'annuncio del direttore di FFS Cargo Nicolas Perrin della cancellazione di 126 posti di lavoro alle Officine bellinzonesi - 401 in tutta la Svizzera - i toni della protesta si sono fatti più duri. Sono stati saldati i binari di accesso allo stabilimento. Sono stati pianificati dei turni di guardia. E gli operai - che sono in sciopero - dicono che rifiuteranno di presentarsi, da lunedì, ai colloqui personali previsti dalla direzione. Domani pomeriggio alle 16.00 è inoltre prevista una manifestazione in Piazza del Municipio a Bellinzona. E gli operai delle Officine invitano tutta la popolazione a partecipare e a dimostrare solidarietà.

Che buttava male era chiaro da tempo. Nicolas Perrin, giunto in Ticino questa mattina per confermare le voci delle ultime settimane, è stato accolto con fischi e grida. La manutenzione dei carri, ha poi confermato il direttore delle FFS, sarà esternalizzata e quella dei locomotori sarà trasferita. Perrin non ha potuto aggiungere molto di più: ha illustrato la situazione deficitaria della società, che non lascia spazio ad altre soluzioni e ha poi dovuto lasciare il capannone in fretta e furia, tra la rabbia delle centinaia di lavoratori giunti fin dalle prime ore della giornata.

La deputazione ticinese alle Camere federali chiederà oggi un incontro urgente con il consigliere federale Moritz Leuenberger, capo del dipartimento federale dei trasporti. Ma il consigliere nazionale leghista Attilio Bignasca smorza da subito le speranze: "Sono tornati i Balivi. Attendiamo la nomina dei Landfogti. Leuenberger non ha mai deciso neanche quale carta igienica comprare per il suo ufficio. Non conta nulla. Non ha mai deciso niente".


non manchero' in piazza domani pomeriggio.In una parola ,una vergogna.Una vergogna per come i Ticinesi sono trattati come sempre da figli della serva.Una vergogna quando una azienda funziona e fa gola.

lunedì 25 febbraio 2008

giu' le mani



Frode fiscale: dalla Germania piovono critiche sulla Svizzera


BERLINO - Lo scandalo delle evasioni fiscali in Germania - che occupa oggi le prime pagine dei principali domenicali elvetici - non risparmia neanche la Svizzera. L'attacco più duro arriva dal ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, citato dalla "NZZ am Sonntag", intenzionato a dar battaglia a tutti i "paradisi fiscali", Svizzera compresa. E pronta è arrivata anche la reazione del suo omologo elvetico Hans-Rudolf Merz, che ha rispedito le critiche al mittente.
on si tratta solo del Liechtenstein. Parliamo anche della Svizzera, del Lussemburgo e dell'Austria." - ha dichiarato Steinbrück al settimanale tedesco "Bild am Sonntag" - "Noi vogliamo dichiarare guerra a tutte le oasi fiscali in Europa". Finora al centro del mirino c'erano solo Liechtentein, Monaco e Andorra.Il ministro delle finanze tedesco non ha precisato quali provvedimenti intende adottare nei confronti della Svizzera, ma le sue dichiarazioni sul Liechtenstein lasciano intravedere la direzione: "Il Principato deve modificare le condizioni che invitano a evadere il fisco in Germania e altrove e aiutare le autorità a smascherare le frodi".Se ciò non dovesse bastare "dovremo adottare altre misure a livello europeo o tedesco", ha detto il ministro, avanzando l'ipotesi di "rendere più difficile il movimento d'affari" con il Principato, rendendo così meno attrattiva la piazza finanziaria del Liechtenstein. Steinbrück ha inoltre invitato senza mezzi termini gli impiegati di banca degli altri paesi a fornire i dati riguardanti gli evasori fiscali tedeschi.

fonte


Primo,la Svizzera ha costruito il suo benessere principalmente,ma non solo,sulla sua solidita' politica e la sua oculata gestione finanziaria del settore bancario(segreto bancario) con leggi specifiche che hanno offerto alle nostre banche massima liberta' di manovra.Negli ultimi anni il Consiglio Federale ha votato leggi molto liberali per sgravare le piccole e medie imprese,motore della nostra economia.Tutto il contrario di altri stati.Basta vedere gli sfaceli provocati in Italia da uno stato troppo asfissiante sui suoi cittadini per quel che riguarda gli aspetti fiscali.La Germania non è a questi livelli ma poco ci manca.
Sarebbe il caso che gli stati che vogliono essere le locomotive dell UE (questa sconosciuta) si facciano un esame di coscienza.Vero che le leggi vanno rispettate,una frode rimane una frode sempre e comunque,ma è altresi' vero che una tassazione troppo pesante porta sempre ad una fuga di capitali verso i famosi paradisi fiscali.
Esistono due maniere per crescere,la prima,imparare dagli altri ed applicare sistemi che hanno dimostrato nel corso degli anni di funzionare.Ed il secondo,abbassare tutti al proprio livello,costi quel che costi.E brava Germania di aver scelto la seconda...

lunedì 11 febbraio 2008

e ora tappatemi la bocca...

....
Per i fatti di Locarno siete stati chiamati ad intervenire?
"I tragici fatti di Locarno hanno suscitato un'ondata di reazioni che si sono poi tradotte spesso in forme di violenza verbale, ma al nostro servizio non è pervenuta nessuna segnalazione. Abbiamo comunque iniziato un'azione di monitoraggio e notato – ed apprezzato – gli sforzi profusi da vari moderatori ed amministratori di siti d'informazione - sia essa convenzionale o meno – e di discussione per garantire uno scambio di vedute su toni civili. Ovviamente, questo è un giudizio di massima poiché l'esame degli innumerevoli spazi simili sparsi nella rete è semplicemente impensabile. Fondamentale quindi per noi è la collaborazione di utenti e gestori delle diverse piattaforme".

Il vostro monitoraggio ha portato a degli interventi?
"Si. Abbiamo rilevato alcuni casi limite e in una circostanza siamo intervenuti con successo presso un provider".

Un episodio di censura?

"Non si tratta di vestire i panni dei censori o di limitare la libertà di espressione, bensì, come detto, di vegliare al corretto uso di questi mezzi di comunicazione

articolo completo

Benedetto 261bis,inserito nel nostro codice penale come strumento di lotta contro il razzismo e l intolleranza.Di per se un codice nato per seguire gli orientamenti internazionali ma che da quando è entrato in vigore è quasi sempre stato applicato in maniera unilaterale,e spesso travisato.Mi riferisco ad attacchi antisemiti o presunti tali ma che spesso piu' che esternazioni razziste contro gli ebrei sono attacchi contro Israele.Cosa ben differente.
Oltre che limitare la liberta' di parola,cosa grave,questo articolo sta producendo un effetto sotterraneo ben piu' pericoloso delle esternazioni xenofobe.
Limito il mio ragionamento alla rete.Giusto ma discutibile tenerla sotto controllo,ma non dimentichiamo che questo canale è un ottimo termometro dell intolleranza presente nella popolazione.Si scrive intolleranza ma spesso si dovrebbe leggere sfogo.Le nostre autorita' piuttosto che bloccare,o tentare di farlo,dovrebbero leggere ,informarsi ed eventualmente reagire sul concreto non sul generale come si fa ora.E' un grave errore coprire il tutto con un articolo di legge,tanto per pulirsi la coscenza.La lotta al razzismo,sacrosanta in una nazione civile come la Svizzera non puo' e non deve passare attraverso un bavaglio legale.Ma con altre "armi".Il tutto per evitare brutti risvegli del tipo "Ma andava tutto bene,nessuno ha reclamato"

martedì 5 febbraio 2008

5 gennaio 1968, dal coraggio ai carri armati.Alexander Dubček


Alexander Dubček (Uhrovec, 27 novembre 1921 – Praga, 7 novembre 1992) è stato un politico cecoslovacco.

All'età di quattro anni si trasferì con tutta la sua famiglia in Unione Sovietica. Rientrato in Cecoslovacchia nel 1939, lavorò come operaio e aderì al movimento comunista clandestino, prendendo parte alla resistenza antinazista e all'insurrezione slovacca 1944. Nel 1951 diventò deputato dell'Assemblea nazionale e nel 1963 segretario del Partito comunista slovacco (che con quello di Boemia e Moravia formava il Partito Comunista Cecoslovacco, PCC).

Convinto della necessità di abbandonare il modello sovietico, Dubček riunì intorno a sé un folto gruppo di politici e intellettuali riformatori, diventando il maggiore interprete di una linea antiautoritaria – definita "socialismo dal volto umano" – e di una feconda stagione politica: la Primavera di Praga. Nel gennaio del 1968 venne eletto segretario generale del PCC al posto di Antonín Novotný, leader della componente più legata al Partito comunista sovietico, dando avvio al cosiddetto "nuovo corso", una strategia politica volta a introdurre elementi di democrazia in tutti i settori della società.

Il consenso popolare ottenuto dall'azione riformatrice di Dubček suscitò ben presto la reazione di Mosca e degli altri regimi comunisti est-europei, che, infine, si risolsero a porre fine all'eterodossa esperienza praghese ordinando, nell'agosto del 1968, l'intervento delle truppe del Patto di Varsavia. Privato del suo incarico nel 1969, Dubček fu espulso dal PCC l'anno seguente e si trasferì in Slovacchia, dove trovò impiego come manovale in un'azienda forestale.

Acclamato durante la rivoluzione di velluto del 1989, dopo la caduta del regime comunista Dubček fu riabilitato ed eletto presidente del Parlamento federale cecoslovacco. In questa veste si batté contro la divisione della Cecoslovacchia e compì l'ultimo suo atto politico, rifiutandosi di firmare una legge sull'epurazione rivolta indifferentemente a tutti i passati membri del PCC, nel timore che essa avrebbe creato nel paese un pericoloso clima di vendette. Morì poco tempo dopo per le ferite riportate in un incidente stradale, avvenuto in circostanze mai del tutto chiarite.

fonte
primavera di Praga

giovedì 13 dicembre 2007

tanto tuono' che poi piovve...


A scanso di equivoci parto dal presupposto che chi vince ha sempre ragione.
Qualcuno l ha chiamato "il golpe rosa" io preferisco chiamarlo un discutibile utilizzo delle nostre liberta' democratiche.Da settimane si sapeva che la rielezione di Blocher sarebbe andata incontro a difficolta',si sapeva che Verdi e Socialisti avrebbero ostacolato il tribuno zurighese.Si sapeva anche che nei ranghi Democristiani e Liberali Blocher non facesse l unanimita'.E la spallata è arrivata.Gli unici a non essersene accorti pare siano i membri UDC...
Opinione del tutto personale che dopo la vittoria alle Federali,l UDC tutta si sia goduta gli allori senza pensare troppo seriamente alla rielezione dell esecutivo.
Forte del suo quasi 30% si è presentata al voto compatta,questo va detto attorno a Blocher,ma dimenticando che i loro numeri non sono abbastanza pesanti per far cadere l ago della bilancia a loro favore.Ho l impressione che sia mancato totalmente la ricerca di voti nell area borghese.Sottovalutando i Democristiani ha commesso un grande errore. Darbellay ha avuto terreno libero per tessere le sue alleanze non tanto velate.E la frittata è servita.
Troppi gli errori a mio modo di vedere da parte UDC,dovuto in parte anche a quell innata arroganza dell area Zurighese del partito.Arroganza che se non rientra, rischia di portare una spaccatura all interno del partito.Gia' ora si parla di scissione.Molto male.
A farne le spese Blocher,un politico che stimo ed aprezzo.Un uomo di destra al 100% che porta avanti le sue battaglie basandosi sulle nostre tradizioni ma con la forza di chi guarda verso il futuro.Coraggioso e coerente.
Non posso pero' negare che 4 anni fa ho storto il naso alla sua elezione.Incredibile ma vero, il nostro sistema politico da liberta' limitate a chi siede sulla poltrona della carica piu' alta dello stato.Blocher è un politico che deve poter lavorare senza guinzaglio.L uomo giusto al posto sbagliato,purtroppo.

venerdì 30 novembre 2007

alla faccia della nostra xenofobia..

non ho potuto fare a meno di notare la levata di scudi contro la Svizzera da parte di molti "pensatori" sul video mandato in onda durante la partita Svizzera-Nigeria nel quale si mostrava semplicemente una pura verità.Il mio paese non è il paradiso.
Allora via con i soliti luoghi comuni,paradiso fiscale per criminali etc etc.Chiaramente vari attacchi all UDC definita di estrema destra (va a vanti tu che a me mi vien da ridere) con i loro manifesti anti-stranieri.Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Ma guardiamo alla realta' dei fatti ,la Svizzera da piu' di 40 è attiva concretamente sul terreno e con aiuti finanziari non indifferenti allo sviluppo nei paesi del sud ed est del mondo.Nel 2006 gli aiuti finanziari,moneta sonante,sono stati di 2,1 miliardi di franchi.
Senza dimenticare le molte fondazioni private Cristiane e no che lavora sul terreno.
fonte

Facile riempirsi la bocca con critiche buoniste.Eppure è altrettanto facile informarsi.Ma è risaputo,molto piu' facile criticare ...

lunedì 26 novembre 2007

pacifisti?ne ho pieni i...


Le Giornate Militari secondo i Precari Esistenziali

E' stata una sei giorni di dibattiti, proiezioni, conferenze, ma anche sei giorni in cui la polizia, secondo il Coordinamento, ha usato metodi di forza nei confronti degli oppositori che, nel contesto delle Giornate dell'esercito, dimostrano quanto l'uso della violenza sia la logica della nostra società.

segue

Uffa il militare,che palle.L ho fatto anche io,17 settimane di SR in quel di Bulach.Tanti ricordi,alcuni belli altri meno.Non amo l esercito,ma non lo disprezzo.Le giornate dell esercito non mi anno fatto nessun effetto,non ci sono andato.Non mi interessa.
Ma quello che è successo a Lugano merita un commento.Liberissimi di manifestare contro queste giornate,ci mancherebbe.Ma ci sono metodi e metodi.Passi l esibizioni di manichini insanguinati ad una fermata di un bus,ammetto che l idea era geniale ed ad effetto.Interessanti anche le serate di discussione al centro autogestito.Ma la totale mancanza di rispetto ,le provocazioni alla polizia durante la sfilata no.
Questi personaggi hanno lo strano difetto di tirare il sasso,nascondere la mano e lamentarsi delle conseguenze.Credono che nel nome della democrazia tutto sia loro dovuto.Nessuna responsabilità.Tutto lecito.No cari Molinari,non è cosi che funzione e non funzionerà' mai.Inutile piangere in diretta TSI(e ti pareva) per le botte prese dagli agenti(che non sono certo stinchi di santo).Chi rispetto vuole rispetto porti.

martedì 20 novembre 2007

piu' democrazia di cosi'....


peccato sia stata abolita,un voto per alzata di mano è sicuramente la forma di domocrazia piu' limpida che esista.

3 - XIX e XX secolo

Considerata da molti come forma ideale di Democrazia , la Landsgemeinde si diffuse subito dopo la caduta della vecchia Conf. (1798), ma sotto la Repubblica elvetica fu proibita. Con l'Atto di mediazione il divieto fu abolito, ciò che consentì a tutti i cant. rurali di ripristinarla, a condizione che il suo ordinamento e le sue competenze fossero adattate in modo da essere compatibili con il diritto superiore (Atto di mediazione del 1803, Patto fed. del 1815, Costituzione fed. del 1848 e del 1874). Anche nei com. giurisdizionali e Comun grandi grigionesi venne di nuovo introdotto il sistema della democrazia diretta (in alcuni casi mantenuto fino a oggi), mentre nelle decanie vallesane si svilupparono istituzioni di tipo rappresentativo. Gersau perse l'indipendenza e passò al cant. Svitto; la valle d'Orsera fu annessa al cant. Uri, ma per l'amministrazione dei beni comuni poté mantenere la sua assemblea. Negli ex territori soggetti la Landsgemeinde non venne più reintrodotta.

I promotori delle Giornate rivoluzionarie del 1830 fecero spesso riferimento alla tradizione democratica della Landsgemeinde, un sistema ben accolto dalla pop. rurale. Le Costituzioni cant. degli anni 1830-40 e la Costituzione fed. del 1848 stabilirono gli strumenti di democrazia diretta nei cant., che nella seconda metà del XIX sec. nell'ambito dello Stato fed. vennero ampliati sul modello della Landgemeinde. La Costituzione fed. del 1848 era fondata sui concetti dell'Illuminismo e sulla dottrina della sovranità popolare (Jean-Jacques Rousseau). La revisione totale del 1874 aggiunse alla democrazia liberale e rappresentaviva elementi di democrazia assembleare, che si rifacevano al precedente storico della Landsgemeinde.

I cant. rurali attribuirono alla Landsgemeinde competenze diverse. Nei cant. di Uri e Appenzello Interno le competenze elettorali, legislative e finanziarie rimasero centrali, come pure il principio della libera discussione. Appenzello Esterno nel 1876 eliminò la possibilità di intervenire liberamente, introducendo la cosiddetta discussione popolare (Volksdiskussion), che richiedeva ai cittadini di presentare le proposte per iscritto prima dell'assemblea. Nello stesso anno fu introdotto lo scrutinio segreto per l'elezione del deputato al Consiglio degli Stati, ma dal 1995 tale competenza è stata di nuovo affidata alla Landsgemeinde. Anche nel cant. Obvaldo dal 1922 le urne stabilirono i destini delle modifiche costituzionali e dei progetti di legge, lasciando alla Landsgemeinde solo il dibattito preliminare (soppresso nel 1968 per i progetti di legge). Dal 1971 Glarona ricorre alle urne per eleggere l'esecutivo cant. e i due Consiglieri agli Stati, e dal 1994 il medesimo sistema è impiegato a Nidvaldo per tutte le elezioni più importanti (governo cant., Consigliere agli Stati), per le modifiche costituzionali e altri oggetti rilevanti. Proposta a più riprese a partire dalla Rigenerazione, dopo diversi tentativi la soppressione della Landsgemeinde fu accettata in alcuni cant.: Zugo e Svitto la abolirono nel 1848, Uri nel 1928, Nidvaldo e Appenzello Esterno, entrambi attraverso una votazione popolare, nel 1996 risp. nel 1997, Obvaldo nel 1998 (dopo che fu respinta nel 1919, 1922, 1966 e 1973). Da quando la corporazione dell'Oberallmeind di Svitto e la corporazione (com. patriziale) di Uri si separarono dai rispettivi cant. (1833 e 1888), nei loro com. sopravvivono due istituzioni che risalgono direttamente alla Landsgemeinde del vecchio Paese di Svitto e a quella di Uri.

Le Landsgemeinden furono soppresse per ragioni diverse. Nel caso di Zugo, Svitto e Uri, oltre alle rivalità di partito, furono determinanti soprattutto le tensioni tra le regioni, ma anche il fatto che il sistema penalizzava le regioni discoste (a Uri e Svitto). La soppressione dell'istituto nei cant. Nidvaldo, Obvaldo e Appenzello Esterno, tra il 1996 e il 1998, è motivata da ragioni organizzative (come la mancanza di spazio dopo l'introduzione del Suffragio femminile ) e la propensione verso forme moderne di democrazia (in particolare il ricorso alle urne).

fonte

martedì 6 novembre 2007

bravo Savoia

Qualche settimana fa la Svizzera era su tutte le pagine dei giornali europei. Ci davano dei razzisti per via del manifesto con le pecore e dell’iniziativa popolare dell’UdC per l’espulsione degli stranieri.

Tutti passavamo per razzisti, per via del manifesto di una parte politica. Qualche settimana dopo l’Italia approva dall’oggi al domani un decreto legge che dà ai prefetti mano libera nelle espulsioni: per colpa di delinquenti rumeni, tutti i rumeni sono puniti. I capi della polizia delle città italiane possono sbattere fuori non solo i delinquenti (che anzi quelli vanno processati in Italia) ma anche quelli che potrebbero, magari, rappresentare un problema. Basterà piacere poco alla polizia per essere rispediti a casa. In confronto l’UdC scherzava. Possibile che l’unico modo per creare sicurezza sia ricorrere a metodi pseudo-fascisti? fonte

certo Savoia,chiamali come vuoi tu metodi fascisti,alla Pinochet e chi piu' ne ha piu' ne metta.Il crimine non si fronteggia con una pacca sulle spalle e un "dai fall puu...",ma con metodi forti.Mi spiace ma è questa la verità.In fondo non credo sia poi cosi difficile vivere onestamente,il 99% della popolazione lo fa senza che un poliziotto,politico o moralista di turno debba dirglielo.Se si è arrivati a soluzioni cosi drastiche non è certo colpa dei cittadini onesti.

venerdì 26 ottobre 2007

forse si forse no


tra poco saremo chiamati ad esprimerci sull iniziativa UDC sull espulsione degli stranieri che delinquono.Piu' passa il tempo e piu' faccio fatica a scegliere.Si o no.Di principio sarei portato ad un secco no,infatti non credo che esportare delinquenza ci renda piu' sicuri.Credo infatti che la Svizzera debba dare comunque una seconda possibilità ad una persona che sbaglia.Chiaramente tutto dipende dal tipo di sbaglio.Infatti gia' ora in casi gravi scatta l espulsione dal nostro paese,anche se non automatica.Non voterei no basandomi sulla considerazione fin troppo facile che si tratta di una votazione xenofoba.La xenofobia è tutta un altra cosa.Ne tanto meno perchè considero lo straniero una "razza" che va protetta.Non voterei no,come ho sentito,perchè l iniziativa è stata lanciata "da quelli dell UDC".Insomma di ragioni per un voto negativo ne avrei a vagonate.
Ma guardando questa iniziativa con uno sguardo piu' freddo e lucido affiorano altri pensieri.Questa legge porterebbe benefici non solo agli elvetici DOC ma anche ai molti stranieri che da anni risiedono,lavorano e vivono onestamente.E porterebbe vantaggi anche a quelle persone che bussano alla nostra porta in cerca di una terra che possa garantire loro una vita migliore.Gente che chiede solo di vivere in una comunità dove il rispetto reciproco sta alla base di una pacifica convivenza.E ce ne sono di queste persone,moltissime.Persone che spesso subiscono violenze e soprusi non da noi svizzeri ma spesso da loro connazionali che gia risiedono da noi,e spesso va detto in combutta con connazionali elvetici senza scrupoli.Vedi prostituzione...
insomma ho ancora tempo per decidere,me la predero' con calma...

mercoledì 24 ottobre 2007

ma chi foraggia le pecore?

Milioni stranieri per la campagna UDC?


Non so quanti se ne saranno accorti, ma nella seconda parte del dibattito elettorale dell’altro ieri sulla TSI il candidato ticinese UDC agli Stati ha fatto un’affermazione inquietante.Alla domanda di Marty su chi abbia pagato e paghi la campagna martellante dell’UDc costata sinora oltre 15 milioni di franchi accertati, mentre il Ps ha speso poco più di 1 milione e non diversamente avranno fatto anche gli altri due partiti di Governo, Pierre Rusconi, dopo una battuta sarcastica, ha risposto con queste testuali parole: “Ci sono dei sostenitori. Mi sembra che ci sia un interesse anche nel mondo politico internazionale che è attento alle problematiche della Svizzera e quindi può darsi che ci siano delle case internazionali che possono anche sostenere un partito come l’UDC, che difende quello che è la Svizzera”.In altre parole i fiumi di milioni della campagna essenzialmente antieuropeista dell’UDC provengono in parte (quanta?) da forze attive internazionalmente, quindi anche estere, quali non si sa. PerchéNon certo per via degli stranieri criminali, che così come vengono espulsi oggi (con la condanna viene comminata di regola anche l’espulsione) sarebbero espulsi anche domani, in virtù dell’iniziativa priva di sostanza lanciata dal partito di Blocher a suon di pecore bianche e nere. Probabilmente invece a qualcuno fuori dal nostro Paese o che ha stretti legami con qualcuno fuori dal nostro Paese interessa poter contare ancora su una certa opacità per operazioni finanziarie discutibili, che un’intesa rafforzata con l’Europa metterebbe a repentaglio.L’UDC ticinese, protagonista mesi fa di una raccolta di firme mancata in favore di una legge sulla trasparenza, è in realtà la meno trasparente fra i partiti ticinesi e svizzeri. Taccia oggi noi socialisti di collaborazione con l’Ue quando i suoi maggiori esponenti (fiduciari, consulenti, assicuratori ecc) fanno affari d’oro con facoltosi europei soprattutto della vicina Italia.
Orbene, mentre in Ticino il finanziamento delle campagne elettorali sottostà a qualche norma di trasparenza (voluta in particolare dal centrosinistra), sul piano federale un’analoga richiesta è caduta. Altrimenti potremmo sapere chi sono queste “case internazionali” che versano, non certo disinteressatamente, milioni all’UDC per la sua campagna astiosa ed aggressiva.
Nella recente campagna per le cantonali il candidato al Consiglio di Stato Siccardi il 18 marzo, sempre alla TSI, fece un’affermazione significativa: disse che lui gli ingegneri per l’azienda li andava ad assumere in Italia perchè costano meno. Fece una figuraccia. Ma l’affermazione dell’altro ieri di Rusconi a me pare ben più inquietante della gaffe del candidato alle cantonali.
Che l’UDC, partito patriottico fino al parossismo, risulti venduto a forze straniere tanto da farsi finanziare è certamente un paradosso. Ma è soprattutto un pericolo grave per chi ama il nostro Paese. In attesa di qualche chiarimento da parte del partito di Maurer, il giudizio è nelle mani degli elettori.


Pubblicato sulla Regione, ottobre 2007
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parto dal presupposto che ognuno fa quello che vuole dei propri soldi.Un privato oppure un azienda ha il diritto di fare donazioni a partiti o movimenti.Gli USA sono maestri in questo.
Ma una cosa è certa nessuno,o pochi,donano denaro se non avranno qualcosa in cambio.Sotto questo aspetto la Svizzera non è certo il paese piu' trasparente che ci sia.E' noto che siamo il paese dei "cartelli" e delle lobby.Ziegler,personaggio che non gode certo della mia stima,diversi anni fà scoperchio' i retroscena dei nostri politici.Niente di catastrofico,infatti poco o nulla successe.Resta il fatto che la campagna elettorale dell UDC è stata molto marcata.Molto piu' degli altri partiti.Liberissimi di farlo,niente lo vieta.Ma donazioni a fondo perso al nostro patriottismo mi suona molto come la parola fesso.
Sarebbe molto interessante sapere chi ha donato,se di donazioni si tratta,e cosa è stato chiesto in contropartita.Da notare che una richiesta di trasparenza in tal senso fu fatta a livello federale dalla sinistra ma non fu accettata dal resto del parlamento.Peccato

addio Democratici svizzeri?

I Democratici Svizzeri (DS) stanno valutando la possibilità di uno scioglimento del partito dopo la non rielezione del loro unico consigliere nazionale e presidente Bernhard Hess (BE). "Potrei immaginarmi che la nostra formazione si trasformi in un movimento patriottico attivo con iniziative e referendum", ha detto lo stesso Hess oggi alla radio svizzerotedesca DRS, confermando un'informazione in tal senso apparsa sulla stampa.Fondati nel 1961 con il nome di "Azione Nazionale", i DS sono stati il primo partito che nel dopoguerra si è occupato del presunto inforestierimento del paese, registrando i propri maggiori successi negli anni Settanta all'epoca delle iniziative antistraniere di James Schwarzenbach.Dopo aver cambiato, nel 1990, la propria denominazione in "Democratici Svizzeri", hanno subito una sempre più forte concorrenza dell'UDC, che si è "impossessata" della politica degli stranieri. Di conseguenza hanno cercato di liberarsi dell'immagine di partito monotematico, combattendo per una politica d'asilo e della droga più restrittiva, contro "la svendita della patria" nonché contro l'adesione allo Spazio economico europeo e alle Nazioni Unite. I DS hanno pure affrontato temi ambientali.Nonostante il fatto che il partito si sia distanziato da correnti di pensiero di estrema destra, in diverse occasioni singoli rappresentanti hanno suscitato scalpore a causa di affermazioni ostili agli stranieri o antisemitiche. Prima delle ultime elezioni nazionali, vi sono stati alcuni scandali e dissidi interni che hanno accelerato il declino.
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lunedì 22 ottobre 2007

dicono di noi...

Vittoria chiara di UDC e Verdi,ecco il risultato finale di queste Federali.I risultati sono sotto gli occhi di tutti.Questa è una carrellata di commenti apparsi sulla stampa estera e come al solito si capisce che noi Svizzeri siamo veramente poco conosciuti.

Alcuni quotidiani sono inquieti per la vittoria del «populista e xenofobo» Christoph Blocher. Parte della stampa tedesca sottolinea dal canto suo il desiderio di chiarezza degli elvetici.Dopo l'interesse mediatico suscitato dall'accesa campagna elettorale svizzera – ed in particolare dal controverso manifesto delle pecore bianche che gettano fuori dal paese lo straniero criminale simbolizzato da una pecora nera – la stampa internazionale non ha mancato di sottolineare lunedì la forte progressione di quella che «Le Monde» definisce la «destra ultranazionalista».risultati delle elezioni di domenica hanno dimostrato che «sempre più svizzeri preferirebbero avere un governo orientato in una precisa direzione piuttosto che una super-coalizione», scrive da parte sua il quotidiano tedesco «Süddeutsche Zeitung».
Concordanza vacilla?
«La concordanza – titola il giornale di Monaco di Baviera – a lungo termine vacilla».Un avviso che l'«Handelsblatt» di Amburgo non condivide completamente: credere che la polarizzazione crescente della Svizzera porterà alla fine della concordanza «sarebbe una conclusione sbagliata». Il sistema politico svizzero è infatti unico, dopo le elezioni i cittadini hanno la possibilità di rimettere in questione le loro decisioni in altre votazioni, sostiene la testata tedesca.l giornale sottolinea anche l'assenza sempre più importante dei contenuti nel dibattito politico e l'aumento della personalizzazione della politica. «La conseguenza è che la supremazia rumorosa, semplificatrice, senza vergogna e provocatrice vince, perché promette il successo», osserva.L'UDC «lo ha dimostrato con la sua campagna elettorale apertamente ostile agli stranieri e con il dominio dei media da parte del suo ministro della giustizia e agitatore verbale Christoph Blocher», scrive ancora l'«Handelsblatt».Da parte sua, la «Stuttgarter Zeitung» mette in guardia da ciò che ritiene essere il pericolo dei risultati del primo partito svizzero. «In un paese nel quale si sente parlare molto lo svizzero tedesco nelle moschee (intendendo con ciò che i musulmani sono tutto sommato ben integrati nel paese, ndr) l'UDC ha vinto grazie ad un'iniziativa popolare contro la costruzione di minareti, nonché grazie agli avvertimenti contro una islamizzazione e l'avanzata della sharia islamica». Il risultato delle elezioni deve essere una «messa in guardia per l'Europa», conclude.Il «Corriere della Sera» rileva dal canto suo che la Svizzera domenica è diventata un «paese normale». Il fossato che separava la Svizzera tedesca da quella francese o quella di lingua italiana è ormai superato: come in quasi tutto il mondo, il paese è diviso ora in due campi politici distinti.Un po' dappertutto viene stigmatizzata la campagna «populista e antistraniera» portata avanti dall'Unione democratica di centro.Intolleranza elvetica», titola la testata spagnola «El Pais», sottolineando la minacciosa vittoria di un partito xenofobo, mentre il portoghese «Diario de Noticias» scrive che grazie a una campagna razzista la destra ha vinto le elezioni.Per il quotidiano belga «Le Soir», la Svizzera «è da una quindicina d'anni uno dei laboratori per i populisti», mentre per il francese «Libération» Christoph Blocher con il suo trionfo di domenica ha vinto un'altra scommessa: «Miliardario, patron di un gruppo transnazionale, è riuscito a far dimenticare ai suoi elettori spaventati che il suo vangelo è sì xenofobo, ma prima di tutto ultraliberale».Con un reportage dal villaggio friburghese di Gruyère, famoso per il suo formaggio, il francese «Le Figaro» presenta dal canto suo un ritratto di un paese ripiegato su sé stesso, il cui principale sbocco economico è rappresentato però dall'Unione Europa. «Una schizofrenia 100% made in Switzerland», commenta il foglio.Christoph Blocher ha contribuito ampiamente a sviluppare «questo eczema molto psicologico», spiega «Le Figaro», che però relativizza: «Questa immagine di una Svizzera xenofoba spaventa due svizzeri su tre, che non si riconoscono nell'immagine di un paese ripiegato su sé stesso, ostile all'Europa e al Terzo mondo».Consegnandosi a un provocatore – conclude Le Figaro – la Svizzera, che odia i conflitti, dà l'impressione di voler improvvisamente giocare a farsi paura. La verità è che si interroga sulla sua capacità ad accettare i cambiamenti del mondo».

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Xenofobia xenofobia ed ancora xenofobia,ecco cosa si legge sugli altri fogli.Niente di piu' sbagliato,vero è che UDC ha basato la sua campagna elettorale principalmente sul referendum sull espulsioni degli stranieri si.Ma che DELINQUONO.Strano che si dimentichi spesso questo aggettivo...
Peggio ha scritto il "Corriere della sera",dimostrando scarsa conoscenza della nostra cultura.Come se bastasse una scheda UDC a renderci tutti uguali,sarebbe bastato leggere i nomi dei partiti di appartenenza degli eletti italofoni per farsi una idea,complimenti vivissimi.Ammetto invece che la stampa tedesca ha dato una immagine piuttosto reale del nostro panorama politico,giuste anche le loro osservazioni sulla concordanza.A mio modo di vedere non in pericolo,anzi rilanciata dallo stesso Maurer.Evito commenti dei quotidiani spagnoli,mi limito a dire "ne avessero azzeccata una..".Concludo levandomi un sassolino dalla scarpa,dedico questa citazione di un grande attore italiano a Doudou Diène:
"PPPPPPPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR" (Alvaro Vitali)

lunedì 15 ottobre 2007

la pace del lavoro,un pilastro della Svizzera

alcuni la danno per morta altri in agonia o peggio ancora una cosa obsoleta.La pace del lavoro che per 70 ha retto i rapporti tra lavoratori e padronato è un pilastro sul quale la Svizzera ha costruito il suo benessere.
Mi preoccupo molto quando liberisti stile Pierre Bessar vorrebbero eliminare questo pilastro in nome di una economia più' libera e flessibile.Nulla contro la flessibilità ma la Reagannomics ed i suoi crumiri li lascio volentieri ad altri stati.
Il benessere di una nazione non si misura solo con un impiego ma anche con una buona dose di sicurezza sociale che ad esso deve essere legata.Senza sicurezza non ci puo' essere ottimismo e soprattutto coraggio di osare.Chi rischierebbe un posto anche se a termine per lanciarsi in nuove esperienze lavorative senza una buona copertura(chiaramente a termine) finanziaria?Io no di certo.
Gli scioperi nell edilizia di questi giorni non devono servire da pretesto ai padronati per minare questo pilastro.Un contratto collettivo di lavoro,a mio vedere,va riscritto piu'volte,aggiornato alle moderne esigenze dell economia ma dovra' sempre avere il lavoratore,l uomo,,l individuo come attore principale.E mai passare in secondo piano a scapito della flessibilità'.I costi dello sciopero al cantiere Alptransit devono fa riflettere il padronato.Entrambe le parti hanno tutto da perdere nel caso in qui non si trovi una soluzione.